JIAA & ADR project
Tuesday, 29 March 2005
"Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology" & "Archaeological Disciplinary Repository"

"Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology" (acronimo JIIA) nato nel 2003 come seriale telematico, dopo una fase fisiologica di rodaggio (con una Sezione III divenuta poi un WPR, Work in Progress Repository), evolve verso un modello di Repository disciplinare open access, "Archaeological Disciplinary Repository" (acronimo ADR), con cui ora si parallelizza, ora si integra, ora si interseca, in una forma simbiotica di scambio e di reciprocità, pur mantenendo una spiccata identità ed una forte vocazione a promuovere un'archeologia interdisciplinare ed interculturale attraverso un "open access and collaborative archaeological network".

Ma come si è giunti a questa tappa fondamentale?

Ai primi di settembre del 2004 è cominciata una profonda riflessione sui possibili percorsi evolutivi, quindi, sulle problematiche delle biblioteche digitali, della disseminazione dei risultati della ricerca, dell'accesso aperto alla comunicazione scientifica, dell'Impact Factor, anche al fine di riposizionare il contenitore JIIA alla luce del dibattito internazionale, profondo e complesso, alimentato dai più avveduti e lungimiranti tra gli specialisti di biblioteconomia e scienze dell'informazione.

Si è ritenuto opportuno sostenere la "teoria sovversiva" di Stevan Harnad, Cognitive Scientist, Professor of Cognitive Science all'Università di Southampton, ed allinearsi al Movimento degli Archivi ad Accesso Aperto.

La riflessione ha avuto come esito attuale, innanzitutto, la ristrutturazione del contenitore digitale, migrante da una struttura statica verso una dinamica, consistente in un portale di accesso ed in un'installazione di MyOPIA, MySQL Online Publications Index Administration, per l'organizzazione di una base di dati primari, articoli scientifici testuali, audio, video che, pubblicati con periodicità flessibile su JIIA, vengono, poi, archiviati nel Repository disciplinare con i relativi metadati, nel formato standardizzato 'Dublin Core' per le risorse digitali; l'iscrizione del Repository, così strutturato, nel Registro Internazionale assicura piena visibilità e la completa integrazione dell'archivio all'Open Archive Initiative.

La risoluzione della risorsa, quando inedita o dai contenuti particolarmente rilevanti, potrà essere anche assicurata dall'identificatore DOI (Digital Object Identifier), che attualmente offre le migliori garanzie di superamento dell'inaffidabilità delle URL caratterizzate da mancanza di persistenza, e di risoluzione.

Last Updated ( Monday, 23 May 2005 )